Are You Aware Of Your Symbiotic Connection?

L’albero è un mondo che crea il mondo. Di questo mondo noi siamo parte e, volenti o nolenti, con esso siamo in relazione.

Ne siamo consapevoli? Siamo consapevoli che questa relazione può essere simbiotica?

Simbiosi, vivere insieme in una relazione di mutuo vantaggio per il simbionte e per l’ospite.


L’Opera

L’albero è un ecosistema complesso, una struttura relazionale simbiotica che crea le condizioni per lo sviluppo di qualsiasi essere vivente su questa terra.

L’albero è un mondo che genera il mondo.

 

 

Il nostro sguardo si sdoppia e si rivolge da un lato fuori di noi, alle radici e al loro rapporto generativo con il suolo indagato attraverso lo strumento della cromatografia di Pfeiffer capace di mostrarci una fotografia della fertilità del terreno, risultato del lavoro simbiotico tra albero e mondo microbico collegato; dall’altro lato, attraverso la preparazione e la condivisione in assemblea di una bevanda fermentata dalle parti aeree delle piante. Le foglie trasformano l’energia solare e la rendono disponibili anche per noi, se le mangiamo o le beviamo. Questo secondo sguardo, legato all’atto di incorporazione, è interiore, si rivolge a noi, ad ognuno di noi e ci chiede se siamo consapevoli della nostra appartenenza all’ecosistema albero e della possibilità di instaurarvi una connessione simbiotica. Il titolo è una citazione dell’incipit del discorso di Erena Rangimarie Rere Omaki Rose, donna di medicina Maori, in occasione del Mother Earth Day alle Nazione Unite a New York, il 22 Aprile 2019 il cui tema era “Mother Earth Approach in the Implementation of Education & Climate Change”. “Siamo consapevoli della nostra relazione simbiotica [con tutto]?”: senza questa consapevolezza non ha senso qualsiasi azione, anche la più lodevole.

L’assemblea

 

La cromatografia

 

Lo stemma del Cadore

Le popolazioni del Cadore hanno posto al centro del loro stemma, protetto da due torri e legato ad una catena, un albero. Questa immagine ci è sembrata potente e rivelatrice dell’antico e forte legame di questa terra e dei suoi abitanti con questo organismo. Allarghiamo questo spazio, lo trasformiamo, gli ridiamo una dimensione politica e ne includiamo una più attualmente “ecologica”, includendo il concetto di biodiversità. Non serve più una catena per proteggere l’albero, se ci sono le persone, basta uno spago. Quello stesso spago che dai racconti di Roberto, forestale del Centro Studi Alpino di San Vito di Cadore, una volta i taglialegna portavano con sé quando andavano nei boschi per allontanare e proteggere i nuovi nati dalla caduta degli alberi selezionati per il taglio.

 

Vaia ha schiantato e atterrato gli alberi ma non ha distrutto il bosco. Una tempesta di queste proporzioni che per noi ha un impatto devastante viene considerata in ambito scientifico un disturbo ecologico. Ma esiste anche una lettura del fenomeno che va oltre alla drammaticità e vede nel vuoto lasciato dagli schianti un’opportunità. La caduta di questi alberi permette l’apertura di inediti spazi, fisici nel bosco e mentali nell’uomo: radure, rigenerazione del bosco, nuove specie, coi tempi dell’ecosistema, non dell’egosistema ma noi, uomini, abbiamo un’occasione per ripensare la nostra relazione con questo organismo e per dare spazio ad un nuovo immaginario politico.

 

Focus Cibo

La fermentazione